Garofano: promessa d’amore

Ho sognato di te, la scorsa notte, e mando un garofano a ratificarlo

                                                                         Emily Dickinson

Il Garofano ha il profumo di promesse d’amore, di storie affascinanti e di battaglie vittoriose.

Amato dalla storia e legato alla mitologia greca, il Garofano o Diantus è un genere di piante erbacee che comprende più di 300 specie. Lo stelo solitamente sottile ha un’altezza che varia dai 20 agli 80 cm, le foglie si presentano piccole, opposte e con una forma ellittica di colore verde scuro. I fiori possono essere singoli o raggruppati in un’unica inflorescenza, inoltre hanno petali multiformi e sfrangiati.

Tra le specie più note troviamo il dianthus barbatus o garofano dei poeti con i suoi fiori eduli fiori a grappolo; e il dianthus caryophyllus, che comprende le numerosissime cultivar utilizzate dai fioristi per la resistenza e per le incredibili tonalità cromatiche.

Famiglia: carophyllaceae

Origine: cresce spontaneo in molte aree temperate ma non si conoscono le sue origini con esattezza anche se molti sostengono che provenga dall’Europa Meridionale, tra cui anche l’Italia, e dall’Asia e Africa.

Colori: rosso-rosa, bianco, giallo, verde, arancione, ai quali bisogna poi aggiungere le diverse tipologie di garofani screziati, e creare una palette cromatica incredibile. Una particolarità: siccome non producono naturalmente il pigmento delfinidina, (blu), i garofani lilla e viola non esistono in natura ma sono stati creati attraverso la manipolazione genetica.

Etimologia: il nome scientifico Dianthus proviene dall’unione di due parole greche: Dìos, di dio e Ánthos, Fiore ovvero “Fiore degli Dei”. Il termine, di origine antica (Teofrasto) è stato mantenuto da Linneo, che tra il 1730 e il 1770 l’ha inserito nel sistema di nomenclatura ancora oggi utilizzata.  

Significato nel linguaggio dei fiori: generalmente il garofano è legato all’amore e alle sue sfumature. Il dianthus barbatus è simbolo di galanteria. Nell’intricato linguaggio floreale di epoca vittoriana ad ogni colore era associato un sentimento ed un messaggio. Ad esempio il garofano bianco è associato alla fedeltà e alla purezza.

Stagionalità naturale e per i matrimoni: primavera – estate inoltrata. Nonostante la fioritura del garofano sia nelle stagioni più calde, grazie al mercato internazionale dei fiori e alla rapidità del trasporto il garofano è un fiore che si può utilizzare tutto l’anno.

Uso nei matrimoni: resistente, decorativo e dalle numerosissime tonalità il garofano si presta a tantissimi usi e stili, da quello classico a quello botanico sino a quello rustico… Dipende ovviamente dagli sposi e dal fil rouge scelto! Grazie alla forma ricca di petali ed alla grande resstenza sono perfetti per essere utilizzati nei wall floreali, ma anche nelle composizioni e nei bouquet. Se si vuole dare un effetto di corposità e abbondanza, simile a quello delle peonie, quando queste non sono più disponibili, si devono lavorare a gruppi in modo che diventino un tocco di colore ben evidente nella scenografia. Nonostante in passato abbiano avuto una battuta d’arresto, i garofani sono tornati in voga grazie anche all’influenza americana e risultano tra i fiori più amati ed utilizzati.

Curiosità ed aneddoti: per i greci il garofano è associato alla figura di Diana, Dea della caccia. Secondo la mitologia si racconta che un giovane pastore si innamorò follemente della Dea, ma sfortunatamente per lui venne prima sedotto e poi abbandonato in maniera crudele. Dalle lacrime che il giovane versò a terra nacquero degli splendidi fiori, i garofani per l’appunto.

Nella storia si sono poi susseguiti varie vicende e aneddoti attorno a questi fiori. Tra questi si narra che durante una crociata a Tunisi nel 1270 i soldati del Re di Francia, Luigi IX, furono decimati da un’epidemia. Le sofferenze vennero alleviate grazie ad un liquore a base di garofano, considerato un toccasana per la febbre alta e antidoto contro l’influenza. Si dice anche che la Regina Maria Antonietta, durante la rivoluzione francese dopo essere stata imprigionata, ricevesse messaggi arrotolati fra i petali di garofano. Anche uno dei principi di Borbone Luigi II, soprannominato Il Gran Condé, durante la prigionia al castello di Vincennes nel 1650 si dedicava quotidianamente alla coltivazione dei garofani. Che siano fatti realmente accaduti o puramente inventati dagli scrittori del tempo, questi episodi hanno in qualche modo influenzato il corso della storia e la simbologia del fiore, fino a conferirgli un’accezione di libertà e talvolta di rivoluzione come è accaduto negli eventi storici del XX secolo.

Per quanto riguarda alcune curiosità legate alla cucina bisogna dire che i petali del garofano sono commestibili… Per queste ragioni molti professionisti del settore consigliano di provare il liquore a base di garofano e per chi volesse osare con sapori diversi si consiglia un risotto con i petali screziati del fiore dell’amore.

“E lì dove respirano i garofani
fonderemo un vestito che resista
l’eternità di un bacio vittorioso”

Pablo Neruda


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