Giacinto: profumo d’incanto

“Vorrei poterle mostrare i Giacinti che ci mettono in imbarazzo con il loro incanto…”

Emily Dickinson

In questa giornata di primavera riapriamo il nostro Florarium per raccontarvi di un fiore dalla bellezza incantevole e dal profumo intenso ed avvolgente: il Giacinto.

Ammirato dai poeti e dagli antichi greci il Giacinto o Hyacinthus per dirla con il nome scientifico è un genere di pianta bulbosa perenne, che fiorisce nei primi giorni di primavera sfoggiando caratteristiche spighe di graziosi fiorellini con apertura a stella dalle numerose sfumature cromatiche.

La specie più comune è il hyacinthus orientalis o più comunemente conosciuto come giacinto d’Olanda. I primi ibridi di questa specie vennero portati ufficialmente in Italia, nel 1688 dall’Olanda su richiesta di Cosimo de’ Medici per ornare i suoi giardini.

Famiglia: Prima del nuovo sistema di classificazione APG, creato dall’Angiosperm Phylogeny Group nel 1998 il genere hyacinthus era incluso nella famiglia delle Liliaceae come il Lilium. Oggi il giacinto è classificato ed inserito nella Famiglia delle Asparagaceae.

Origine: Il Giacinto è originario dell’Asia Occidentale, in particolare di Aleppo e Baghdad. Grazie alla sua preferenza per un clima temperato e per la sua facilità di coltivazione sia nei giardini che nei vasi, il giacinto è presente in molte varietà sia in Italia che in Olanda.

Colori: I giacinti sfoggiano numerose tonalità cromatiche che vanno dal bianco al rosa al fuxia al blu, passando per le sfumature del giallo, arancio e viola.

Etimologia: Il nome fu dato dal botanico francese Joseph Pitton de Tournefort e successivamente nel 1737 fu mantenuto anche da Linneo. Secondo diversi botanici il termine scientifico hyacinthus deriverebbe da due parole di origine greco-albanese: giak che significa rosso scuro o porpora, e dal suffisso inthos, che designa il termine pianta. Il nome deriverebbe anche, secondo un’antica leggenda narrata anche da Ovidio nel libro X delle Metamorfosi (vv. 162-219) dal nome di un giovane spartano, Giacinto appunto, di cui si era invaghito il dio Apollo. Un giorno giocando al lancio del disco Zefiro colpì accidentalmente a morte il ragazzo. Per ricordare in eterno il suo compagno di giochi, Apollo decise di trasformarlo nel fiore che porta il suo nome caratterizzato dalla tonalità purpurea come il sangue versato dall’amato amico. Nell’antichità fu molto amato, si narra che Afrodite per farsi consegnare la mela d’oro si presentò distesa su un letto di giacinti.

Significato del linguaggio dei fiori: il giacinto è comunemente legato al gioco e al divertimento.

Stagionalità naturale e per i matrimoni: Nonostante sia una pianta bulbosa caratterizzata da due o più fioriture, la stagione per eccellenza di questo fiore è la primavera. Solitamente anche in inverno è possibile reperire con la seconda fioritura alcune varietà del fiore, che non avranno però l’abbondanza e la bellezza tipiche della stagione primaverile. Questa particolarità influenza anche la scelta floreale dei matrimoni: si consiglia per tutti gli eventi che si svolgono nella primavera, tra febbraio e maggio.

Uso nei matrimoni: Per quanto riguarda i matrimoni, il giacinto si presta per la realizzazione di scenografie floreali come archi per il rito, composizioni rigogliose e installazioni botaniche per la location. Sconsigliato per i centrotavola in quanto la profumazione intensa potrebbe recare fastidio ai commensali, ma consigliato per chi desidera un aperitivo all’aperto, bucolico ed avvolto dalle dolci fragranze e dalle diverse tonalità cromatiche. I giacinti inoltre possono accompagnare la sposa nel giorno più bello, realizzando un bouquet naturale dal tocco leggero in pieno stile giardino di primavera. Infine per chi è alla ricerca di bomboniere originali per i propri invitati: perché non creare dei vasetti in vetro o piccoli cestini con bulbi di narciso? Un cadeau floreale per ricreare il ricordo di quel giorno nella propria casa.

Curiosità ed aneddoti: Come il tulipano anche il giacinto ebbe il suo momento di celebrità: si racconta che nel 1734, in una pubblica asta, un bulbo grande e 8 piccoli della varietà non plus ultra furono pagati più di 134 sterline… Inoltre pare che il giacinto sia uno dei fiori più diffusi nelle opere dei poeti dell’antichità: menzionato da Virgilio, da Columella, da Plinio e da Teocrito… Molto amato anche dalla prosa poetica di Virginia Woolf, lo ritroviamo nelle lettere di Emily Dickinson e nell’ultima celebre raccolta di Cesare Pavese. Per quanto riguarda le caratteristiche del fiore, è utile sapere che il bulbo del giacinto è tossico se ingerito e rientra nella lista delle piante velenose per cani e gatti. Il giacinto è legato già in antichità al mondo dei matrimoni, si narra infatti che le ragazze greche, per prepararsi a partecipare alle nozze di un fratello portavano sul capo corone di giacinti.

“Bella come un giacinto

fra i mille colori dei fiori

in uno splendido giardino,

dove sei?”

Catullo


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