Ortensia: segno d’amore

Alla fine ho accettato un’ortensia azzurra. Ho sempre avuto un debole per le ortensie: sono uno dei pochi fiori che rimangono belli anche quando non sono più freschi. Anche quando perdono un po’ di colore, restano intatti. Le ortensie sono fiori scompigliati, ma con una resistenza ammirevole.

                                   Hilary Belle Walker

Fiori per un matrimonio: l'ortensia

L’Hidrangea conosciuta per lo più come Ortensia è una pianta molto antica, apparsa per la prima volta in Giappone nel XVII sec. e importata poi in Europa nel 1700. Rinomata per le sue innumerevoli sfumature e presente in molti giardini, l’Ortensia è una pianta rustica, rampicante o arbustiva, ed è resistente alle basse temperature. La pianta inoltre possiede diversi fusti robusti con foglie dentate o lobate e fiori, raggruppati in infiorescenze semi-sferiche, dette corimbi o pannocchie, che possono essere di diverse tonalità. Il genere hidrangea comprende più di un centinaio di specie, tra queste troviamo: la lacecap con infiorescenze simili a pizzi; H. arborescens con fiori candidi in corimbi piatti; H. quercifolia dal fogliame colorato e inciso.

Famiglia: Idrangeacee.

Origine: Asia meridionale e orientale (Cina, Giappone, Corea, Himalaya e Indonesia) e le Americhe.

Colori: Toni del rosa, dell’azzurro, del viola, del rosso e del bianco.

Etimologia: Per quanto riguarda il termine Ortensia si racconta che fu il botanico francese Philibert Commerson che, durante una delle sue esplorazioni nel 1771, diede il nome alla pianta dedicandola alla principessa Hortense de Nassau. Il termine botanico, Hidrangea, invece, è l’unione dei due termini greci antichi hýdros (acqua) e angéion (vaso) per la preferenza della pianta per i luoghi umidi e per la particolare forma delle capsule contenenti i semi, simili a degli otri.

Significato nel linguaggio dei fiori: il significato dell’ortensia rispecchia un po’ la storia del suo esploratore, il botanico Commerson. Difatti chiamò questa pianta in onore di Hortense Barré Lepante di cui era follemente innamorato, ma sposata con un suo amico esploratore. Ecco perché il significato che si cela dietro all’ortensia è controverso: da un lato alcuni la collegano al distacco e all’abbandono e dall’altro è vista come una dichiarazione d’amore.

Stagionalità naturale e per i matrimoni: La fioritura dell’ortensia avviene tra maggio e luglio, vista la preferenza della pianta per un clima temperato e per le aree luminose e fresche. Per quanto riguarda i matrimoni l’ortensia si utilizza nel suo periodo di massimo splendore, nonostante il fiore, una volta reciso, risulti poco resistente. Per chi avesse optato per un matrimonio nella stagione delle foglie e dalla palette cromatica dei toni materici e ambrati, può optare per un tocco floreale originale. Difatti l’ortensia è un fiore che si conserva nel tempo e le infiorescenze seccate risultano ideali per un matrimonio romantico dall’animo vintage… provare per credere!

Uso nei matrimoni: Le ortensie sono quei fiori che “si sposano” perfettamente in tutti i momenti del vostro giorno più bello, oltre ad essere dei fiori riempitivi e molto scenografici. Dalle decorazioni in chiesa, in un vaso in vetro o in una rigogliosa composizione, sino ai wall del photobooth o ai tocchi floreali sui tavoli buffet, o semplicemente racchiuse in un antico candelabro in argento. Se amate i matrimoni bohémien dall’anima un po’ vintage mista ad un innato romanticismo, le ortensie dalle sfumature del blu saranno perfette. Si possono inserire in un bouquet accostandole a profumatissime peonie o delle delicate rose… Se poi amate il romanticismo nello stile botanico, cosa ne pensate di ortensie bianche immerse nel verde intenso del greenery? L’unico aspetto da sottolineare è che le ortensie patiscono il caldo, per questo devono essere lavorate sul momento e soprattutto hanno bisogno di tanta acqua… ma questo sarà un problema dei fioristi e dei floral designer!

Curiosità ed aneddoti: L’Ortensia non solo raffigura il nome di una pianta, ma è stato utilizzato più volte come nome di persona. Difatti il nome Hortensia deriva dal latino e significa coltivatrice di giardini. Sia la storia che l’arte hanno avuto modo di ispirarsi a questo nome, come la “finta” baronessa de La Locandiera di Goldoni o, in declinazione maschile, uno dei corteggiatori di Bianca nella Bisbetica Domata di Shakespeare. Ma anche personaggi realmente esistiti, pensiamo alla first lady cilena Hortensia Bussi o alla figliastra di Napoleone, Ortensia di Beauharnais, poi regina d’Olanda.

Insieme al geranio, all’azalea e a molti altri l’ortensia risulta essere tossica se ingerita. Inoltre grazie alla presenza di cisteina al suo interno è un ottimo catalizzatore naturale di metalli pesanti, dispersi nell’atmosfera dai gas di scarico dei motori e dalle industrie. Molte ricerche, come quelle portate avanti dall’Istituto di Genetica dell’Università di Parma, utilizzano le ortensie per analizzare e monitorare il livello di inquinamento nell’aria.

“L’ortensia è una pianta molto teatrale. Quando ha sete, per esempio, non si limita a inchinarsi un pochino come fanno le altre piante per chiedere con cortesia dell’acqua. No, lei si butta a terra in modo plateale, simula uno svenimento da damigella, affloscia drammaticamente i rami erbacei come se stesse interpretando La morte del cigno davanti a centinaia di spettatori in lacrime.”

                                                                                                             Rossella Calabrò

Fiori per un matrimonio: l'ortensia

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